Il ricorso per scopi curativi ai prodotti vegetali è notevolmente cresciuto in Italia nel corso dell’ultimo
decennio, portando questi strumenti terapeutici evocati dalla tradizione ad affiancarsi in misura
significativa a quelli della medicina più moderna. Questo fenomeno non ha colto impreparata la
parte dell’ambiente scientifico del nostro Paese dedicata allo studio delle proprietà delle piante medicinali
e alle concernenti attività didattiche, ma certamente ha creato qualche problema di conoscenza
ad altre professionalità che si sono accinte ad operare in un settore per certi aspetti per loro
nuovo e soprattutto al pubblico degli utenti.
Conoscere le caratteristiche dei prodotti, non solo vegetali, rappresenta, quando sono destinati alla
conservazione o alla riacquisizione del bene della salute, un’esigenza fondamentale per fare in modo
che il loro impiego avvenga razionalmente, soprattutto in risposta all’obbligo di cercare l’ottimizzazione
dei benefici e la riduzione dei rischi nei momenti critici della scelta dei trattamenti e delle
modalità con cui eseguirli. Il problema della conoscenza delle proprietà delle piante medicinali, dopo
che la diffusione del loro uso ha raggiunto i livelli attuali, rappresenta poi un dovere per la classe
medica, che, indipendentemente dalle attitudini prescrittive, è chiamata ad evitare il pericolo di interazioni
fra i farmaci convenzionali di cui i pazienti necessitano ed eventuali prodotti vegetali di cui
i pazienti stessi si servono secondo la pratica dell’automedicazione.