Dip. di Scienze Ambientali "Giacomino Sarfatti", sez. di Biologia Farmaceutica dell’Università degli Studi di Siena, via T. Pendola 62, 53100 Siena - Codice Fiscale 92008890524, Partita I.V.A. 01080010521

SIFIT Home Società Italiana di Fitoterapia Effettua l'accesso
Skip Navigation Links
Home
Società e SociExpand Società e Soci
ServiziExpand Servizi
PubblicazioniExpand Pubblicazioni
Ricerca
FitoterapiaExpand Fitoterapia
NormativeExpand Normative
CorsiExpand Corsi
Forum
Sei in: Skip Navigation LinksHome : Fitoterapia : Mini reviews : Valeriana


Valeriana officinalis L.s.l.< (fam.: Valerianaceae)

(valeriana, valerian)

Valeriana

Botanica: la valeriana è una pianta erbacea perenne diffusa in tutta Europa, oggi oggetto di coltivazione. Si tratta di una specie collettiva polimorfa che comprende molte sottospecie. Il fusto cilindrico è alto 2 m, ramificato nella parte superiore e recante foglie imparipennate formate da 11-19 foglioline; i fiori bianco-rosati sono raccolti in corimbi.

Droga: A) Farmacopea Italiana X Ed.: organi sotterranei interi di V. officinalis, comprendenti il rizoma circondato dalle radici e dagli stoloni, oppure gli stessi organi frammentati; la droga intera non deve contenere meno di 5 mL/kg di olio essenziale e la droga frammentata non meno di 3 mL/kg, entrambi i contenuti calcolati con riferimento alla droga essiccata.   B) Farmacopea Europea IV Ed.: come nella Farmacopea Italiana, salvo che viene fissato un contenuto minimo dello 0,17% di acidi sesquiterpenici espressi come acido valerenico e  calcolati con riferimento alla droga essiccata.

Composizione chimica della droga: la droga contiene lo 0,2-2,8% di olio essenziale, composto principalmente da monoterpeni, come gli esteri di bornile, da sesquiterpeni, come il valeranale e il valeranone, e da acidi carbossilici sesquiterpenici, come l’acido valerenico e i suoi derivati. Un secondo importante gruppo di costituenti della droga è rappresentato da una serie di epossi-esteri di iridoidi monoterpenici biciclici non glicosidici, noti come valepotriati; questi composti sono instabili e i loro principali prodotti di degradazione sono il baldrinale, l’omobaldrinale e il valtrossale. Ad oggi, non sono noti i costituenti che conferiscono alla valeriana l’attività farmacologica; si suppone che i responsabili possano essere prodotti di degradazione dei valepotriati.

Farmacologia: gli studi in vitro hanno dimostrato che negli estratti di valeriana vi sono composti che si legano ai recettori del GABA, dell’adenosina, dei barbiturici e delle benzodiazepine, con ciò fornendo una spiegazione dell’attività sedativa ed ansiolitica della pianta. In vivo, vari estratti della radice di valeriana hanno di conseguenza mostrato di esercitare un’azione depressiva sul sistema nervoso centrale.

Tossicologia: la tossicità degli estratti etanolici della radice della valeriana a seguito di singola somministrazione è bassa (DL50 i.p. nel topo = 3,3 g/kg). Dosi comprese fra 300 e 600 mg/kg/die degli stessi estratti soministrate al ratto per 30-45 giorni non hanno prodotto alterazioni significative sui principali parametri funzionali ed ematochimici di laboratorio.

Clinica: i molteplici studi clinici che sono stati condotti con i vari estratti della radice di valeriana hanno fornito in parte risultati positivi e in parte risultati negativi. Gli studi positivi hanno in generale dimostrato che gli estratti sperimentati diminuiscono il tempo di latenza e migliorano la qualità del sonno in soggetti sofferenti di insonnia; in alcuni casi, gli effetti sul sonno sono risultatii confermati da riscontri elettroencefalografici oggettivi. L’evidenza clinica dell’attività sedativa non è risultata altrettanto chiara. I risultati negativi di alcuni studi clinici sono molto probabilmente imputabili alla disomogeneità qualitativa delle preparazioni indagate.

Effetti collaterali, controindicazioni, interazioni, precauzioni speciali*: la valeriana è controindicata nei bambini al di sotto dei 12 anni d’età, salvo diversa disposizione del medico. Emicrania, eccitabilità, malessere e insonnia possono verificarsi a seguito dell’uso cronico della valeriana. Non sono segnalate interazioni con altri farmaci. Alcuni studi hanno dimostrato che 1-2 ore dopo la somministrazione di preparati di valerianas si verifica una qualche diminuzione dell’attenzione; di conseguenza, l’uso della valeriana poco prima di porsi alla guida di automobili o alla manovra di macchine operatrici è sconsigliato. In mancanza di dati di tossicità riproduttiva, non è prudente l’uso della valeriana in gravidanza e durante l’allattamento.

 

* Monografie ESCOP, WHO monographs, Vol. 1, 1999