Dip. di Scienze Ambientali "Giacomino Sarfatti", sez. di Biologia Farmaceutica dell’Università degli Studi di Siena, via T. Pendola 62, 53100 Siena - Codice Fiscale 92008890524, Partita I.V.A. 01080010521
Thymus officinalisL./Thymus zygis Loefl. ex L. (fam.: Laminaceae)
(timo, thyme)
Botanica: Arbusti alti 20-30 cm, con fusti ascendenti, contorti e lignificati, la cui sezione è quadrangolare. Le foglie, oblongo- oppure ovato-lanceolate, sono pubescenti nella pagina inferiore e di colore verde-grigiastro in T. officinalis, mentre, da acicolate a lineare-lanceolate, sono verdi o grigio-verdi in entrambe le pagine della lamina in T. zygis, con una nervatura centrale che può essere viola e, soprattutto in quelle inferiori, con lunghi peli bianchi. I fiori, molto simili in entrambe le specie, sono riuniti in verticillastri e hanno il calice pubescente e una corolla bilabiata di colore rosato o biancastro. Il frutto consiste in quattro nocule ovoidali di colore bruno. Originarie dell’Europa Meridionale, sono piante coltivate in molte parti del pianeta.
Droga: Farmacopea Europea IV Ed.: La droga consiste nelle foglie e nei fiori separati dai fusti previamente essiccati di Thymus vulgaris L. o di Thymus zygis Loefl. ex L. o di una miscela di entrambe le specie.
Composizione chimica: Il principale costituente della droga è l’olio essenziale, nella quale è contenuto in proporzione del 2,5% circa. L’olio essenziale è composto principalmente di timolo e carvacrolo, che, assieme, rappresentano circa il 64% del totale; sono inoltre presenti linaloolo, p-cimolo, cimene, timene, apinene, apigenina, luteolina e glicosidi della 6-idrossiluteolina, flavoni di-, tri- e tetrametossilati (tutti sostituiti in posizione 6).
Farmacologia: Gli estratti della droga hanno mostrato di esercitare un’azione spasmolitica in vari modelli sperimentali. Viene spesso riportato che i responsabili di questa azione sono i composti fenolici timolo e carvacrolo. Più consistente è tuttavia la possibilità che l’attività spasmolitica esercitata in vitro dagli estratti di timo sia dovuta alla presenza di polimetossiflavoni. Sia gli estratti che i flavoni del timo hanno infatti inibito le risposte dell’ileo di cavia e della trachea e dei vasi deferenti di ratto sia ad agonisti che, come l’acetilcolina, l’istamina e la noradrenalina, stimolano specifici recettori, sia a composti, come il cloruro di bario, la cui azione non è mediata da specifici recettori. La capacità di inibire le contrazioni della muscolatura liscia depolarizzata con K+ indotte da Ca2+ suggerisce che gli estratti e i flavoni del timo agiscano impedendo l’afflusso di questo ione. Studi di altro genere hanno mostrato che le preparazioni di timo sono in grado di aumentare l’attività secretomotoria della mucosa faringea. In particolare, l’olio essenziale di timo, il timolo e il carvacrolo hanno stimolato in alcuni esperimenti i movimenti ciliari della mucosa della faringe di rana. L’attività espettorante e secretomotoria del timo viene attribuita alla presenza di saponine. Infine, è stato dimostrato che l’olio essenziale di timo e il timolo sono dotati di attività antimicrobica contro vari batteri (Salmonella typhimurium, Escherichia coli, Staphylococcus aureus) e funghi (Cryptococcus neoformans, Aspergillus sp., Saprolegia sp., Zygorhynchus sp.).
Tossicologia: Dosi orali acute di 0,5-3,0 g/kg corrispondenti a 4,3-26,0 g della droga essiccata hanno provocato nel topo una diminuzione dell’attività locomotoria e un rallentamento del respiro. La DL50 orale nel ratto dell’olio esenziale è stata calcolata in 2,84 g/kg. In un esperimento di tossicità per somministrazioni ripetute della durata di 3 mesi, dosi orali giornaliere di una preparazione corrispondenti a 0,9 g della droga essiccata hanno provocato la morte del 30% dei topi maschi e solo del 10% dei topi femmine; negli animali maschi, è stato osservato l’aumento del peso del fegato e dei testicoli. L’olio essenziale di timo è risultato negativo al Bacillus subtilis rec-assay e al Salmonella/microsome reversion assay.
Clinica: Non si trovano descritti in letteratura studi nell’uomo condotti con preparazioni di timo.
Indicazioni terapeutiche*: Gli estratti di timo sono descritti in varie farmacopee e vengono impiegati in sistemi di medicina tradizionale per: A) uso interno: trattamento orale della dispepsia e di altri disturbi gastrointestinali, della tosse con raffreddore, della bronchite e della pertosse; B) uso esterno: laringite e tonsillite (gargarismi), come antibatterico per l’igiene del cavo orale (colluttorio), trattamento topico di piccole ferite.
Effetti collaterali, controindicazioni, interazioni, precauzioni speciali*: Sono stati segnalati casi di dermatite da contatto. I pazienti sensibili al polline di betulla e al sedano possono presentare sensibilità crociata al timo. In generale, i pazienti sensibili alle piante della famiglia delle Laminaceae (Labiatae) devono consultare il medico prima di utilizzare preparazioni di timo. Non sono disponibili dati sulle interazioni con altri farmaci e con tests di laboratorio e sull’uso pediatrico. È sconsigliato l’impiego in gravidanza e durante l’allattamento.
Dosaggi**: A) uso interno: 1-2 g della droga essiccata o l’equivalente della droga fresca in infuso più volte al giorno; tintura 1:10 (etanolo 70%): 40 goccie fino a 3 volte al giorno; altre preparazioni in quantità equivalenti alle dosi della droga; B) uso esterno: infuso al 5% come colluttorio o per gargarismi; altre formulazioni secondo le indicazioni del produttore.
* Monografie WHO, 1° volume.
** Monografie WHO 1° volume e Monografie ESCOP.