Dip. di Scienze Ambientali "Giacomino Sarfatti", sez. di Biologia Farmaceutica dell’Università degli Studi di Siena, via T. Pendola 62, 53100 Siena - Codice Fiscale 92008890524, Partita I.V.A. 01080010521

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Sei in: Skip Navigation LinksHome : Fitoterapia : Mini reviews : Ippocastano


Aesculus hippocastanum L. (fam.: Hippocastanaceae)

(ippocastano, chestnut)

Ippocastano

Botanica: Grande albero, di altezza fino a 30 metri, caratterizzato da un ampio e denso mantello normalmente orbicolare (talvolta piramidale) che si estende lateralmente per un raggio di circa 2 metri. Le foglie, lunghe anche 20 cm, sono dotate di un picciuolo che può essere altrettanto lungo e sono formate da 5-7 folgioline sessili di cui la mediana è più grande e le altre divengono gradatamente più piccole verso l’esterno; la forma della lamina delle foglioline è obovata od oblunga, con margini irregolarmente dentellati; il dorso è glabro, mentre la parte ventrale è ricoperta di soffici peli. I fiori, dotati di 5 petali, sono bianchi con macchie gialle alla base che diventano rosa verso i bordi e sono raccolti in densi pannicoli lunghi anche fino a 30 cm; il calice è cilindrico o campanulato e pubescente. Il frutto è costituito da una capsula spinosa, che normalmente racchiude un unico grande seme.    

Droga: Farmacopea Italiana XI Ed.: La droga, consistente nei semi disseccati di Aesculus hippocastanum L., contiene non meno del 3,0% di glicosidi triterpenici calcolati come escina anidra con riferimento alla droga essiccata.

Composizione chimica: I principali costituenti chimici del seme dell’ippocastano sono le saponine triterpeniche (fino al 10%), collettivamente chiamate con il nome di escina; questi composti sono considerati terapeuticamente attivi. L’escina è quindi una miscela che è formata principalmente dalla a-escina, dalla b-escina e dalla criptoescina; la b-escina è a sua volta una miscela di più di 30 composti glicosidici, i cui agliconi triterpenici sono la protoescigenina e il barringtogenolo C. La droga contiene anche quercetina, kempferolo e altri flavonoidi e loro glicosidi.    

Farmacologia: Differenti estratti del seme di ippocastano, incluse alcune frazioni saponiniche e l’escina, soministrati per varie vie (intragastrica, intraperitoneale, orale), sono risultati attivi in molteplici dei tests classici di infiammazione, quali quelli dell’edema indotto dalla carragenina, da perossidi, dall’ovalbumina, dalla formaldeide e dal destrano, del granuloma indotto dal pellet di cotone e dell’artrite da adiuvante. La frazione saponinica ha anche dimostrato in vivo di produrre analgesia e di esercitare l’attività antipiretica. In esperimenti in vitro,  una frazione saponinica ha mostrato la capacità di inibire l’attività dell’enzima prostaglandina sintetasi. Un estratto idroalcoolico dei semi di ippocastano ha provocato in un esperimento in vitro la contrazione della vena safena di cane; in un esperimento ex vivo, lo stesso estratto somministrato mediante bolus intravenoso ha aumentato la pressione venosa nella safena isolata di cane. Anche l’iperpermeabilità capillare indotta nei ratti e nei conigli mediante cloroformio, serotonina o istamina è diminuita dopo la somministrazione di un estratto idroalcoolico della stessa droga. E’ stato dimostrato che l’aumento della tensione della safena umana isolata e della vena portale di ratto provocato dall’escina è stato provocato dalla formazione preferenziale della prostaglandina F2a; questo effetto è stato invertito dall’indometacina. L’effetto dell’escina si è manifestato in due fasi: una dilatazione iniziale di breve durata seguita da un aumento del tono venoso che persiste a lungo nel circolo principale, ma è transitorio nelle vene periferiche. L’escina ha anche dimostrato di inibire l’attività dell’enzima ialuronidasi.  

 Tossicologia: La dose letale 50 dell’estratto idroalcoolico del seme di ippocastano è compresa fra 990 mg/kg (topo) e 2150 mg/kg (cane) quando somministrato oralmente, è di 342 mg/kg quando somministrato i.p. (topo) ed è compresa fra 138 mg/kg (topo) e 465 mg/kg (cavia) quando somministrato i.v.. In esperimenti tossicologici per somministrazioni ripetute (34 settimane), non sono stati osservati segni di tossicità fino a dosi di 80 mg/kg/die nel cane (5 dosi per settimana) e fino a 400 mg/kg/die nel ratto; la massima dose somministrata al cane corrispondeva a 8 volte la dose raccomandata per l’uomo e quella soministrata al ratto a 40 volte. Estratti idroacoolici del seme di ippocastano non sono risultati mutageni quando saggiati nel test di mutagenicità del microsoma con i ceppi TA98 e TA100 di Salmonella typhimurium né teratogeni ed embriotossici nel ratto e nel coniglio; tuttavia, alla dose massima di 300 mg/kg, è stata osservata nel coniglio la nascita di piccoli con peso inferiore alla media.   

Clinica: L’estratto standardizzato del seme di ippocastano somministrato oralmente è stato l’oggetto di numerosi studi clinici condotti su pazienti affetti da insufficienza venosa cronica e dalle relative complicazioni. Una meta-analisi condotta nel 1998 su 13 controllati fra questi studi ha dimostrato che l’estratto costituisce un trattamento efficace e ben tollerato per questa indicazione quando somministrato per periodi non prolungati di tempo. Le dosi sperimentate negli studi variavano fra 250 e 600 mg/die dell’estratto, corrispondenti a 100-150 mg/die di escina. Studi clinici di altro genere hanno invece dimostrato che il gel contenente una quantità di estratto corrispondente al 2% complessivo di escina è efficace e sicuro per il trattamento topico delle contusioni e delle distorsioni.   

Indicazioni terapeutiche*: Uso interno: sintomi dell’insufficienza venosa cronica, inclusi il dolore, la pesantezza alle gambe, gli spasmi muscolari notturni, il prurito e gli stati edematosi; Uso esterno: sintomi dell’insufficienza venosa cronica, contusioni e distorsioni.

Effetti collaterali, controindicazioni, interazioni, precauzioni speciali*: Sono stati segnalati casi di effetti collaterali gastrointestinali, quali nausea e disturbi allo stomaco. Si trovano descritti in letteratura alcuni casi sospetti di nefropatia tossica dopo l’ingestione di dosi molto alte dell’estratto del seme di ippocastano; precauzionalmente, questo estratto non dovrebbe essere somministrato assieme a farmaci notoriamente nefrotossici, come, per esempio, la gentamicina. Sono state anche segnalate reazioni allergiche. Non sono stati osservati effetti negativi nel corso di studi clinici condotti su pazienti gravide; ciononostante, l’estratto del seme di ippocastano non deve essere assunto in gravidanza in assenza di prescrizione medica; lo stesso vale anche per l’uso nel corso dell’allattamento. Non esiste un razionale terapeutico che giustifichi l’uso pediatrico dell’estratto del seme di ippocastano.

Dosaggi*: A) uso interno: salvo diversa prescrizione medica, 250,0-312,5 mg due volte al giorno dell’estratto standardizzato, equivalenti a 100 mg di escina; B) uso esterno: applicazione del gel al 2% di escina secondo le indicazioni del produttore.

 

* Monografie WHO, 2° volume.