Dip. di Scienze Ambientali "Giacomino Sarfatti", sez. di Biologia Farmaceutica dell’Università degli Studi di Siena, via T. Pendola 62, 53100 Siena - Codice Fiscale 92008890524, Partita I.V.A. 01080010521
Hypericum perforatum L. (fam.: Clusaceae)
(iperico, St. John’s wort)
Botanica: Pianta erbacea perenne alta fino a 1 metro, con fusti eretti e ramificati verso l’estremità. Le foglie sono ovali, lineari-oblunghe, largamente ellittiche, subcordate, piatte o più o meno riavvolte ai margini, con tipiche ghiandole pellucide e talvolta con punti ghiandolari bruno-neri. I fiori, raccolti in un ampio pannicolo, hanno i petali oblunghi o oblungo-ellittici, disposti inequilateralmente; sono di colore giallo con numerosi punti ghiandolari neri; gli stami, particolarmente numerosi (50-60), sono lunghi e ben evidenti. I semi sono cilindrici, bruni e finemente butterati longitudinalmente. Si tratta di una specie indigena nell’Africa del Nord, nel Sudafrica, nel Sud America, in Asia, in Europa e in Nuova Zelanda; è naturalizzata negli Stati Uniti. L’iperico è oggetto di coltivazione.
Droga: Farmacopea Europea IV Ed.: consiste nella parte aerea o nelle sommità fiorite essiccate di Hypericum perforatum L..
Composizione chimica: La droga contiene come costituenti chimici caratteristici alcuni naftodiantroni (ipericina, pseudoipericina) e alcuni derivati del floroglucinolo (iperforina, adiperforina); sono inoltre presenti svariati flavonoidi (iperoside, quercitrina, isoquercitrina, rutina), tannini e olio essenziale.
Farmacologia: Numerosi studi farmacologichi hanno dimostrato che gli estratti di iperico esercitano una rimarchevole attività in numerosi modelli di depressione nei roditori. Per esempio, la somministrazione intragastrica di 2 mg/kg dell’estratto etanolico (95%) ha soppresso la depressione indotta dalla clonidina; la somministrazione i.g. dello stesso estratto (5 mg/kg) ha aumentato l’attività esploratoria dei topi in un ambiente sconosciuto e ha significativamente prolungato in modo dose-dipendente il sonno indotto dai narcotici; la somministrazione prolungata dell’estratto (6 mg/kg/die per 3 settimane) ha ridotto l’aggressività di topi socialmente isolati; vari estratti idroalcoolici hanno ridotto significativamente il tempo di nuoto nel test del nuoto forzato. La somministrazione i.g. di un estratto etanolico contenente il 4,5% di iperforina (50, 100 e 300 mg/kg/die per 3 giorni) e un estratto con CO2 privo di ipericina ma con il 38,8% di iperforina (5, 10 e 15 mg/kg/die per 3 giorni) ha provocato lo stesso effetto antidepressivo sia nel topo che nel ratto. Negli studi in vitro, un estratto idroalcoolico di iperico ha dimostrato una specifica affinità per i recettori della serotonina, delle benzodiazepine, GABA-A e GABA-B e dell’inositolo trifosfato e una affinità aspecifica per i recettori dell’adenosina. In altri esperimenti, l’estratto ha mostrato affinità per i recettori NMDA. Sia un estratto con CO2 che un estratto metanolico e l’iperforina pura hanno inibito in vitro la captazione sinaptosomale della serotonina, della noradrenalina, dalla dopamina e del GABA; l’iperforina pura è risultata più attiva dell’estratto con CO2 (38,8% di iperforina), che, a sua volta, è risultato più attivo dell’estratto metanolico (4,5% di iperforina). Né l’estratto con CO2 né liperforina hanno mostrato di inibire gli enzimi MAO (A e B). Gli estratti idroalcoolici di iperico sono risultati attivi in vitro contro vari ceppi batterici (per esempio, Escherichia coli, Proteus vulgaris, Streptococcus mutans, S. sanguinis, Staphylococcus oxford e S. aureus). L’ipericina e la pseudoipericina hanno mostrato di essere attive in vitro contro alcuni virus (per esempio, Herpes simplex) e il retrovirus dell’AIDS (HIV-1); l’ipericina ha inibito, sempre in vitro, la trascrittasi inversa di HIV-1 e la crescita dei virus della leucemia murina di Rauscher e della leucemia murina di Friend; l’attività contro alcune linee cellulari tumorali (per esempio, della leucemia murina di Molony) è risultata modesta. Numerosi studi hanno dimostrato che l’ipericina è un potente inibitore della proteina chinasi C; questa attività può contribuire all’azione antiinfiammatoria esercitata dagli estratti di iperico. L’applicazione sia locale che i.g. di estratti acquosi che idroalcoolici di iperico ha accelerato la cicatrizzazione di ferite sperimentalmente indotte.
Tossicologia: Non risultano descritti in letteratura i risultati di studi tossicologici per singola soministrazione o per somministrazioni ripetute. Nonostante alcuni tests di mutagenesi in vitro siano risultati positivi, tutti i tests di mutagenesi in vivo sono risultati negativi. Un estratto idoalcoolico di iperico somministrato i.g. per 26 giorni a ratti e cani (900 e 2700 mg/kg/die rispettivamente) non ha prodotto effetti sulla fertilità, sullo sviluppo degli embrioni e sullo sviluppo postnatale della prole.
Clinica: Si trovano descritti in letteratura non meno di una ventina di studi clinici controllati condotti con gli estratti di iperico con lo scopo di fornire l’evidenza della loro attività antidepressiva. Poco più della metà di questi studi sono stati condotti con l’estratto idrometanolico mentre i rimanenti sono stati condotti con l’estratto idroetanolico. Nella parte preponderante di questi studi, l’estratto di iperico è stato confrontato con il placebo; non mancano tuttavia studi di confronto con antidepressivi convenzionali quali l’imipramina, la maprotilina, l’amitriptilina, la fluoxetina e la sertralina. Con l’eccezione di qualche studio di maggiore durata, negli altri, i periodi di trattamento sono stati di 4-8 settimane; i dosaggi praticati hanno variato da 300 a 1000 mg di estratto per giorno. I pazienti sono stati prevalentemente valutati in base alla Hamilton Rating Scale for Depression, che è principalmente focalizzata sui sintomi somatici della depressione, oppure con la Clinical Global Impression Scale, che permette di analizzare la gravità della malattia, l’efficacia dei trattamenti e lo stato generale dei pazienti; vari studi hanno adottato entrambe le scale. In vari tempi, sono state effettuate meta-analisi degli studi clinici meglio metodologicamente impostati, le quali hanno concordemente concluso che gli estratti di iperico sono superiori al placebo nel trattamento degli stati depressivi di lieve-modesta gravità e che per questa indicazione sono efficaci come gli antidepressivi convenzionali; il profilo degli effetti collaterali è risultato favorevole agli estratti di iperico. In uno studio clinico controllato contro placebo (veicolo) molto recente, pazienti affetti da dermatite atopica subacuta sono stati trattati per 4 settimane con una crema contenente un estratto di iperico standardizzato all’1,5% di iperforina; il trattamento con l’iperico è risultato superiore a quello del solo veicolo sia nella riduzione delle lesioni eczematose che della loro colonizzazione batterica.
Indicazioni terapeutiche*: Trattamento sintomatico degli stati depressivi di lieve-moderata gravità (classificazione F.32.0 e F.32.1 nell’International statistical classification of diseases and related health problems – Tenth revision (ICD-10)); trattamento esterno di ferite, bruciature e ulcerazioni minori della pelle.
Effetti collaterali, controindicazioni, interazioni, precauzioni speciali*: I risultati degli studi clinici indicano che gli effetti indesiderati provocati dagli estratti di iperico sono rari e di modesta entità nell’ambito dei dosaggi terapeutici; essi includono: irritazione gastrointestinale, reazioni allergiche, irrequietezza e senso di stanchezza. In uno studio clinico controllato, un estratto idroalcoolico di iperico ha provocato reazioni di fotosensibilizzazione nei pazienti esposti a radiazioni ultraviolette A e B; i livelli ematici del’ipericina, il costituente fotosensibilizzante dell’iperico, erano tuttavia circa il doppio di quelli normalmente conseguenti ai dosaggi terapeutici degli estratti. In letteratura sono segnalati un caso di eritema cutaneo da ipericina in un paziente sensibile alla luce ultravioletta e un caso di neuropatia periferica per esposizione alla luce del sole. Data la scarsità dei dati circa la sicurezza dell’iperico in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini, l’uso senza prescrizione medica ne è sconsigliato durante la gestazione, il puerperio e in pedriatia. L’uso contemporaneo dell’iperico e di antidepressivi di sintesi (per esempio, gli antidepressivi triciclici e ISSR) non è raccomandato (rischio di sindrome serotoninica). L’iperico è risultato essere un potente induttore degli enzimi del complesso citocromo P450 che presiedono alla metabolizzazione di numerosi farmaci (ciclosporina, teofillina, warfarin, steroidi, inibitori della proteasi di HIV, digossina e, probabilmente, anche benzodiazepine, bloccanti dei canali del calcio e molti altri), dei quali compromette l’efficacia; di conseguenza, deve essere evitato l’uso contemporaneo dell’iperico con questi farmaci. Non sono disponibili dati sulle interazioni fra l’iperico e tests diagnostici. L’iperico è controindicato in caso di allergia nota alle piante della famiglia delle Clusaceae. Come per gli altri antidepressivi, l’effetto dell’iperico si manifesta dopo 2-4 settimane di trattamento.
Dosaggi*: Le dosi giornaliere consigliate per gli estratti standardizzati in ipericina sono equivalenti a 0,2-2,7 mg di questo naftodiantrone. Deve essere tenuto conto che in Italia l’iperico rientra in specialità medicinali vendibili solo dietro prescrizione medica. Nel caso delle formulazioni per uso topico, deve essere fatto riferimento alle raccomandazioni fornite dai produttori.
* Monografie WHO, 2° volume.