Dip. di Scienze Ambientali "Giacomino Sarfatti", sez. di Biologia Farmaceutica dell’Università degli Studi di Siena, via T. Pendola 62, 53100 Siena - Codice Fiscale 92008890524, Partita I.V.A. 01080010521

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Rhamnus purshianus DC.

(cascara sagrada o frangula, cascara)

Cascara

Botanica: R. purshianus (sin.: Frangula purshiana (DC.) A. Gray ex J.C. Cooper) è un arbusto di grandi dimensioni che può raggiungere anche 18 metri d’altezza.  Si tratta di una pianta originaria delle coste della California e del Cile, che oggi viene coltivata in Africa, Europa e USA. La cascara è munita di un tronco ricoperto da una corteccia rugosa, che presenta numerose lenticelle trasversali, mentre i rami sono lisci e lievemente pubescenti; le foglie sono opposte, ovate con il margine dentato, pubescenti nella lamina inferiore e con una caratteristica nervatura in rilievo; i fiori, raccolti in corimbi ascellari, sono di colore bianco-verdastro; il frutto è una drupa ovoidale di colore nerastro.

Droga: A) Farmacopea Italiana X Ed.: corteccia disseccata di Rhamnus purshianus DC. contenente non meno dell’8,0% di glicosidi idrossiantracenici di cui non meno del 60% è costituito da cascarosidi, entrambi espressi come cascaroside A e calcolati con riferimento alla droga essiccata. B) Farmacopea Europea IV Ed.: come Farmacopea Italiana.

Composizione chimica della droga: i maggiori costituenti chimici della droga sono i derivati antracenici che vanno sotto il nome di cascaroside A, B, C, D, E e F. I cascarosidi A e B sono miscele di C-glicosidi e O-glicosidi di antroni, principalmente rappresentati dall’8-O-b-D-glucoside del 10-S-deossiglucosil aloe-emodina antrone (aloina A) e dall’8-O-b-D-glucoside del 10-(R)-deossiglucosil aloe-emodina antrone (aloina B); i cascarosidi C e D sono gli 8-O-b-D-glucosidi rispettivamente del 10-(R)-deossiglucosil crisofanol antrone (crisaloina A) e del 10-(S)-deossiglucosil crisofanol antrone (crisaloina B); i cascarosidi E e F sono gli 8-O-b-D-glucosidi rispettivamente del 10-(R)-deossiglucosil emodina-9-antrone (crisaloina A) e del 10-(S)-deossiglucosil emodina-9-antrone (crisaloina B). Altri costituenti antranoidi sono l’emodina, l’aloe-emodina, il crisofanolo, il fiscione e i corrispondenti monoglucosidi.

Farmacologia: i derivati antracenici che sono dei glicosidi non vengono assorbiti nell’intestino; svariati studi hanno tuttavia dimostrato che microorganismi della flora intestinale sono responsabili della loro idrolisi con liberazione dei corrispondenti agliconi e formazione di metaboliti attivi come, per esempio, l’aloe-emodina-9-antrone. I metaboliti tipo aloe-emodina-9-antrone esercitano un’azione lassativa influenzando la motilità intestinale per mezzo dell’inibizione della pompa sodio/potassio e dei canali del cloro nella membrana colonica (accelerazione del transito intestinale) e anche influenzando i processi di secrezione intestinale (aumento della secrezione di fluidi). 

Tossicologia: non sono disponibili studi tossicologici condotti con preparazioni della droga. Tuttavia, sudi di tossicità cronica (20 settimane) effettuati nel topo con le aloine non hanno evidenziato effetti tossici specifici fino a 60 mg/kg/die. Fino a 200 mg/kg, l’aloina A non è risultata embrioletale, teratogena e fetotossica nel ratto. L’aloe-emodina ha fornito risultati negativi e positivi nei tests in vitro di mutagenesi, ma gli studi dello stesso genere in vivo sono risultati chiaramente negativi. L’emodina è invece risultata mutagena nel test di Ames e ha fornito risultati sia positivi (UDS test) che negativi (SCE test) in altri tests di mutagenesi. I risultati di studi di cancerogenesi con le aloine nel ratto sono stati negativi.

Clinica: l’impiego in medicina della cascara sagrada deriva dall’esperienza empirica.

Indicazioni terapeutiche: trattamento a breve termine della costipazione occasionale.

Effetti collaterali, controindicazioni, interazioni, precauzioni speciali: la cascara è controindicata in presenza di ostruzione, atonia e stenosi intestinali, di malattie infiammatorie del colon (morbo di Chron, colite ulcerosa), di appendicite, di dolore addominale di origine sconosciuta e di gravi stati di disidratazione con deplezione di acqua ed elettroliti. La cascara è anche controindicata nei bambini al di sotto dei 10 anni. Il trattamento della costipazione non dovrebbe essere prolungato oltre le due settimane, salvo diversa disposizione del medico. L'impiego cronico della cascara può provocare la pigmentazione del colon (melanosis coli), peraltro reversibile con la sospensione del trattamento, l’aggravamento della costipazione, una dipendenza fisica che porta ad esagerare con le dosi, l’indebolimento della funzionalità intestinale e l’alterazione del bilancio idrico ed elettrolitico; l’alterazione dei bilancio idrico ed elettrolitico, in particolare l’ipopotassiemia, può provocare disfunzioni cardiache e neuromuscolari, soprattutto nei soggetti che sono curati con glicosidi cardioattivi, diuretici tiazidici e cortiocosteroidi o che fanno uso di liquirizia, che possono aggravere l’ipopotassiemia stessa. L’ipopotassiemia conseguente ad un uso cronico della cascara può potenziare l’azione di farmaci come i glicosidi cardioattivi e interagire con i farmaci antiaritmici (per esempio, la chinidina). L’uso della cascara in gravidanza e durante l’allattamento non è consigliabile, salvo diversa prescrizione del medico.     

Dosaggi*: quantità di preparazioni corrispondenti a 20-30 mg/die di derivati idrossiantracenici calcolati come cascaroside A. Sono disponibili in Italia varie specialità medicinali che contengono preparazioni di cascara, soprattutto in associazione con preparazioni di altre piante che contengono composti antranoidi.

 

* Monografie ESCOP.